Smascherata la propaganda occulta dell’UE a favore dell’ideologia trans
Traduzione dell’articolo di Genspect “The EU’s Stealth Push for Trans Ideology Exposed” pubblicato il 18 marzo 2025.
Attraverso il DOGE, gli americani hanno scoperto gli sforzi multimilionari, fino a poco tempo fa riservati, messi in campo da USAID per promuovere l’ideologia di genere. L’ancor più silenziosa campagna dell’Unione Europea, invece, ha finora schivato una simile esposizione.
Ieri Stella O’Malley di Genspect si è unita alla sociologa Ashley Frawley e alla politologa Faika El-Nagashi in occasione di un evento del MCC di Bruxelles per discutere di un tema urgente: l’autoidentificazione di genere minaccia i diritti delle donne e la sicurezza dei bambini?
La spinta dell’UE per integrare le politiche di genere nei suoi quadri giuridici e sociali, incarnata dalla LGBTIQ Equality Strategy (2020-2025), si basa sul self-ID (auto-identificazione), che consente alle persone di definire la propria “identità di genere” e di modificare i documenti ufficiali senza alcuna convalida medica, legale o esterna. Sebbene i suoi sostenitori inquadrino l’LGBTIQ Equality Strategy come misura progressista, il nuovo rapporto della MCC di Frawley, pubblicato oggi, denuncia il ruolo dell’UE nell’incentivare l’ascesa dell’ideologia di genere, mettendo a repentaglio i diritti dei bambini e delle donne, così come i principi democratici.
Stella O’Malley: i bambini come vittime collaterali
Stella O’Malley ha dato il via alla discussione analizzando le ragioni che rendono gli adolescenti di oggi particolarmente vulnerabili. Ha sostenuto che il self-ID arresta la formazione dell’identità e amplifica il naturale disagio della pubertà, creando una sorta di imbuto che incanala i ragazzi nell’ideologia trans. I giovani più vulnerabili, in difficoltà per via della propria identità o di turbamenti emotivi, sono i principali bersagli delle narrazioni attiviste che spacciano l’autodefinizione come una forma di emancipazione. Senza una supervisione, soprattutto nei casi in cui l’autorità dei genitori viene minata, i ragazzi vengono avviati a scelte che modificano il corso della loro vita, come gli ormoni o gli interventi chirurgici, prima ancora che possano comprenderne le conseguenze. O’Malley ha citato delle prove: l’80% dei bambini che sono in sofferenza all’inizio della pubertà risolvono il proprio disagio, se solo gli viene dato il tempo di adattarsi al loro corpo in via di sviluppo e alla maturazione sessuale. Ha anche messo in guardia sul fatto che le politiche dell’UE danno più importanza all’ideologia rispetto alla psicologia dello sviluppo, sfruttando la manipolabilità dei giovani e sollevando allarmi etici sul consenso e sul danno.
Segretezza e soppressione: la rivelazione di El-Nagashi
Nell’incontro, Faika El-Nagashi ha svelato la furbizia tattica dell’UE. L’ideologia di genere, ha detto, non si palesa mai apertamente, ma si accoda ai diritti delle donne e delle persone LGB, facendo passare l’inclusione trans come continuità progressista. Si tratta di una deliberata elusione del controllo che fa leva su un capitale morale ormai consolidato per promuovere un’agenda più ampia. Ed è anche peggio di così, perché è anche oppressiva: qualsiasi dissenso viene bollato come incitamento all’odio, i dibattiti vengono messi a tacere e la paura spegne quindi ogni critica. Il self-ID e le politiche che ne conseguono non sono antidiscriminatorie, sono invece un attacco alle tutele delle donne e delle ragazze e una ridefinizione che cancella l’attrazione per lo stesso sesso. El-Nagashi l’ha definita una scalata al potere burocratica, un autoritarismo insidioso sotto la bandiera arcobaleno, ostile ai cittadini europei e alle norme democratiche.
Prove di erosione: Rapporto Frawley
Ashley Frawley ha poi presentato il suo rapporto MCC (appropriatamente nominato “Mission Creeps”) che mostra come il self-ID metta a rischio le tutele basate sul sesso in tutti gli ambiti della vita. Nello sport, i maschi biologici che gareggiano contro le donne minano l’equità; nelle carceri e nei rifugi, ospitare le donne trans insieme alle femmine biologiche scatena timori per la sicurezza; nelle strutture di uso quotidiano, come bagni e spogliatoi, le norme sulla privacy vengono violate, senza che le donne possano opporsi. L’autrice ha messo in luce anche l’ossessione per i bambini e i giovani: gli attivisti, non riuscendo a sanare i malesseri sociali, stanno rimodellando l’infanzia in base ai loro programmi. Il rapporto rivela anche le ingenti spese sostenute dall’UE per promuovere l’ideologia di genere, non solo all’interno dei suoi confini ma anche a livello globale, come anche in l’Africa, sulla falsariga di USAID seppur con minore visibilità.
L’ideologia al di sopra della ragione
La discussione ha sollevato domande urgenti: è possibile riprendersi il linguaggio dei diritti umani, che è stato cooptato dagli attivisti, per difendere la biologia e la tradizione? Come può sopravvivere la libertà di parola quando chi è critico viene emarginato, gli eventi vengono boicottati (gli attivisti hanno cercato di fermare anche questo) e il dissenso viene additato come incitamento all’odio? A differenza degli Stati Uniti, dove il DOGE sta smascherando le spese di USAID, l’opacità dell’UE persiste. Il rapporto di Frawley è un inizio, ma il percorso da seguire è incerta: molte delle organizzazioni che promuovono l’ideologia di genere svolgono anche funzioni utili. Si può preservare queste ultime? Come ha sostenuto Frawley, ormai è tardi e ci vorrà una grande mobilitazione sociale per dirottare la prossima generazione lontana dai sentieri disastrosi tracciati dagli attivisti.
Guarda e leggi di più
- Guarda la registrazione della discussione qui.
- Leggi il rapporto di Ashley Frawley qui.
- Leggi i contributi di Faika El-Nagashi per Inspecting Gender qui e qui.
- Guarda l’intervento di Frank Furedi alla conferenza The Bigger Picture qui.
- Segui MCC Brussels qui e guarda il loro Substack Freedom Frites qui.